Quando parla del suo presente, la voce di Domenico si distende. Non è più la voce di chi si guarda indietro con peso, ma quella di chi sente di aver ritrovato un equilibrio, un posto, una direzione.
Ed è strano, forse, rendersi conto che questa direzione passa proprio da una cucina, da un grembiule, da una pentola che bolle nella Cittadella della Carità di Avellino.
Anche Domenico ha seguito lo stesso percorso formativo intrapreso da Mario, all’interno del progetto “Sapori di inclusione”: tre mesi di corso di cucina accanto allo chef Franco Vitulano, con il supporto di Luigi Vitiello e della comunità Casa sulla Roccia, dove Domenico ha trascorso un periodo di accoglienza e crescita personale.
Alla fine, come lui stesso dice, «abbiamo vinto una borsa lavoro». Una frase semplice, ma che racconta tantissimo. Perché nel suo caso vincere una borsa lavoro significa molto più che ottenere un contratto: significa vincere contro le cadute.

«Stiamo bene con noi stessi», racconta. «È riscatto sociale. Mettiamo alle spalle quello che abbiamo fatto e restituiamo ciò che abbiamo ricevuto».
In queste parole c’è tutto il senso del suo cammino: non negare il passato, ma trasformarlo; non cancellare quello che è stato, ma usarlo per aiutare chi oggi si trova nella stessa fragilità.
Alla Caritas, Domenico ha trovato un luogo dove “stare bene”.
Non lo dice con leggerezza, ma con gratitudine. La stessa gratitudine che si legge nei suoi gesti quando prepara i pasti, quando sistema i tavoli, quando incrocia lo sguardo degli ospiti che entrano stanchi e ne escono un po’ più in pace.
«Qui stiamo bene», ripete spesso, come se quel “qui” fosse una seconda casa.
Ed è forse per questo che, quando gli chiedi cosa farà nei giorni di festa, lui risponde senza esitazione:
«Faremo il possibile per venire. Anche nei giorni in cui il progetto si ferma cercherò di offrire il mio servizio da volontario». Non è un obbligo. È scelta. È restituzione.
Domenico oggi vive ancora un percorso in struttura ma continua a investire sulle sue relazioni, anche con la sua famiglia, con cui sta ricostruendo una quotidianità fatta di fiducia e impegno.
E poi c’è il futuro, a cui guarda senza paura ma con prudenza: «Cercherò lavoro ma farò sempre il volontario».
Perché in questa esperienza Domenico ha scoperto una verità semplice e potente: servire gli altri guarisce anche te stesso.
E così, tra un pasto preparato e una parola di conforto, ha trovato un modo nuovo di abitare il mondo.
